marzo 2022 lettura 3

Renato Dulbecco, premio Nobel per la Medicina nel 1975, è tra i biologi che hanno progettato la

mappatura del DNA umano.

Nato in Calabria a cinque anni si trasferisce a nord, in Liguria. Studia al liceo di Imperia, poi si iscrive a

Medicina all’Università di Torino, dove si laurea nel 1936 con Giuseppe Lev

Tra i suoi compagni di università ci sono altri due futuri premi Nobel, Salvatore Luria e Rita Levi Montalcini.

Tra Dulbecco e la Montalcini nasce un’amicizia fatta di discorsi scientifici e ascolto di musica classica, un’altra passione comune.

Proprio grazie al consiglio della sua compagna di università Renato si trasferisce negli Stati Uniti per lavorare con Salvador Luria, ormai docente all’Università di Bloomington.

A Bloomington si rafforza il legame con Luria. Lui e sua moglie trattano Dulbecco come un figlio, lo invitano spesso a cena con i loro amici anche per aiutarlo a migliorare il suo inglese.

Incoraggiato da Luria, Dulbecco scopre i meccanismi di autoriparazione del Dna. Dal 1953 è cittadino

degli Stati Uniti, dove vive e lavora per tutta la sua vita.

Nonostante viva negli Stati Uniti, Dulbecco torna diverse volte in Italia dove collabora ad alcuni progetti

con il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

In un’intervista, fatta qualche anno prima della morte, Dulbecco racconta che il suo lavoro, negli anni, è

stato fortemente influenzato dalle persone con cui ha lavorato. Ecco le sue parole.

Giuseppe Levi mi ha insegnato l’importanza dello spirito critico nel lavoro scientifico, Rita Levi Montalcini

mi ha aiutato a mettere a fuoco i miei obiettivi, Salvador Luria mi ha introdotto allo studio dei virus.

Ma, forse più importante di tutto, è stata l’interazione negli anni con il gruppo in continuo cambiamento

di giovani ricercatori che ha modellato il mio lavoro.”

Muore nel 2012 a La Jolla, località nei pressi di San Diego dove risiede da anni.